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Final Fantasy Final World

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Final Fantasy IV, Trama e recensione.
view post Posted on 29/1/2009, 18:46Quote
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La storia comincia con il protagonista, Cecil, di ritorno da una missione con la sua squadra. Il morale non è alle stelle e il comandante stesso ha dei seri dubbi sull’operato svolto. Il re di Baron, la capitale dell’Impero, ha ordinato il recupero di uno dei “Cristalli della Luce” dalla tranquilla città di Mysidia. Nulla da obiettare, ma il villaggio che custodiva tale oggetto era popolato da persone totalmente innoque, prive di ogni risentimento verso l’Impero di Baron e tanto meno con intenzioni belliche verso quest’ultimo. Cecil sa bene che il Re non avrebbe mai ordinato un’azione di simile crudeltà,. Per questo motivo, dentro di se è conscio che qualcosa non quadra. Una volta tornati a casa, il cavaliere oscuro chiede al Re il perché di tutta questa violenza per recuperare un manufatto. La risposta non tarda ad arrivare: chi si oppone al volere del sovrano è un traditore. Cecil fa marcia indietro e si ritira nelle sue stanze per riflettere. Durante la notte va a fargli visita Rosa, sua amica dai tempi dell’infanzia. La fanciulla è preoccupata per Cecil; quest’ultimo gli parla del suo stato d’animo, rispondendole : “Ho indossato per troppo tempo quest’ armatura oscura ed ora non ho più un barlume di luce nell’anima”. La ragazza comprende i suoi sentimenti : “Cecil tu sei un brav’uomo”. Queste parole per quanto semplici sono un sollievo per il cavaliere. Il giorno seguente Cecil parte per una nuova missione, questa volta con il suo amico, il dragone Kain. I due ragazzi sono amici sin da piccoli, uniti da una grande stima l’uno per l’altro. La missione consiste nel trasportare uno strano anello nella città di Mist. Una volta arrivati a destinazione succede l’imprevedibile... Ci fermiamo qui con il raccontarvi la storia per non rovinare la sorpresa a chi non ha mai avuto la possibilità di giocare a Final Fantasy IV.

Questa corposa introduzione era doverosa affinché si abbia un quadro generale ben definito nonostante siano solo i primi trenta minuti di gioco. L’intero svolgersi della trama vi porterà a conoscere altri personaggi indimenticabili come il saggio Tellah, la piccola Rydia, i gemelli Poron e Porom, il monaco Yang, il bardo Edward e tanti altri ancora. Ognuno di loro ha una storia da raccontare e qualcuno da proteggere. La struttura narrativa del titolo vi porterà a cambiare spesso la composizione del party. Grazie alla calibrazione della potenza dei personaggi la vostra forza non cambierà mai radicalmente, anzi, è un incentivo ad approcci diversi al combattimento soprattutto quando dovrete affrontare i boss di fine dungeon. D’altra parte è vero che questi repentini cambiamenti possono spiazzare i giocatori meno esperti o, comunque, non dare la possibilità di apprendere completamente l’utilizzo di un personaggio se lascerà il party troppo presto. Tornando alla storia narrata, quest’ultima riesce ancora ad incantare i giocatori nonostante abbia i suoi anni in termini di “sviluppo narrativo”. In un certo senso potremmo parlare di “linearità del racconto” anche se questo non deve farvi pensare all’assenza di clamorosi colpi di scena. Il punto è: se avete pianto con Final Fantasy VII alla fine del primo disco, anche il quarto capitolo vi strapperà più di una lacrima.

Combattimenti a turni e scontri casuali: la vecchia scuola funziona sempre
Gli amanti del GDR alla vecchia maniera esulteranno per il sistema di combattimento utilizzato in Final Fantasy IV. Essendo stato ideato 17 anni fa era ovvio che anche in questo remake avreste avuto a che fare con i combattimenti a turni e scontri casuali.
Parlando degli scontri casuali è stato svolto un lavoro egregio dai programmatori. Se in passato erano eccessivamente frequenti e spezzavano di continuo l’esplorazione, ora sono stati meglio distribuiti nel tempo rendendo l’esperienza di gioco meno stressante. Nonostante tutto ci sono alcuni appunti da fare. Quando combattete non è visualizzato il numero massimo di HP che hanno i personaggi. Questo incide molto sulla decisione di curare o meno un pg, poiché, non saprete mai se ha ancora una riserva consistente o se al limite della resistenza.
Aggiunta gradita è la possibilità di cambiare la modalità degli scontri da “attiva” o a “turni” e , in particolar modo, potrete modificare a vostro piacimento la barra dei comandi. In sostanza è possibile settare le magie e le abilità più importanti in modo da non dovere ogni volta selezionare l’area principale e in seguito andarle a cercare. Un vantaggio in più per i giocatori, visto che chi prima agisce prima colpisce.

Le novità per il DS
Prima di illustrarvi le aggiunte per la versione DS c’è da soffermarsi per un secondo e segnalare un piccolo neo in questa produzione: la mancanza dei nuovi dungeons pensati per il GBA. Questo non compromette la qualità del gioco, ma sarebbe stato interessante visitare questi luoghi con una nuova veste grafica.
Le innovazioni pensate per il DS sono un contorno delizioso con alcune chicche interessanti. Innanzitutto è stato aumentato il livello di difficoltà generale. Ogni boss che incontrerete metterà a dura prova il vostro party e le abilità strategiche in vostro possesso.
Durante l’esplorazione dei dungeons potrete guadagnare un premio extra scoprendo il 100% del livello. Sullo schermo in ALTO/BASSO vedrete la mappa del dungeon e la percentuale di quanto scoperto. Una volta completato riceverete un oggetto extra, il quale varierà in base alla difficoltà del labirinto esplorato.
Altra innovazione è il simpatico Whyt. Questo strano essere è il miglior amico dell’invocatrice Rydia. Whyt ha la capacità di sostituirsi a Rydia in qualsiasi momento della battaglia. Le sue caratteristiche sono collegate a dei minigiochi atti ad incrementare la sua forza, intelligenza e così via. Ognuno di questi minigames utilizzerà le funzioni del touch screen. Nel caso di Cecil dovrete fermare un’avanzata di goblin inferociti colpendoli con lo stilo appena appaiono a schermo.
Inoltre potrete modificare completamente l’aspetto del simpatico Whyt tramite un semplice editor. Il nostro, in particolare, ha un paio di baffoni alla messicana e due enormi gote rosse.
Nonostante la personalizzazione ed i minigiochi, l’introduzione di Whyt lascia il tempo che trova. Innanzitutto alzare le sue caratteristiche richiedono parecchio tempo e dedizione, senza contare che raggiungere le capacità dei protagonisti principali è quasi impossibile visto che quest’ultimi, salendo di livello, aumentano di molto il distacco. Non c’è nessun motivo per perdere tempo dietro al buffo esserino se non quello di staccare ogni tanto dalla trama principale per rilassarsi con i minigiochi. Questi ultimi possono essere giocati anche in multiplayer locale tramite wireless.
Infine passiamo a parlarvi degli Augments (nome della versione U.S.A.), ovvero, oggetti speciali che contengono una particolare abilità al loro interno. Quello che si può apprendere sarà in grado, a suo modo, di apportare una maggiore varietà al sistema di combattimento visto che molte di queste abilità hanno effetti concatenati. Ad esempio l’Augment “contrattacco” unito a “calcio” e “proteggi” può essere devastante per i nemici. Il personaggio equipaggiato con questo trio attirerà su di se ogni attacco fisico(proteggi), contrattaccando (contrattacco) sempre non un solo nemico ma l’intero gruppo di avversari grazie all’abilità calcio. Questo è solo un esempio di come possono essere combinati gli Augments: a voi il piacere di scoprirne altre.

Bello come non mai...
Il restyling grafico di Final Fantasy IV è davvero eccezionale. Una delle migliori grafiche 3D per Nintendo DS, superiore al precedente lavoro, Final Fantasy III, sempre ad opera dei ragazzi di Criware. Le animazioni dei personaggi sono eccezionali, curate nel minimo dettaglio con espressioni facciali meravigliose . C’è da porre l’accento sull’incredibile lavoro di Voice Acting (in lingua inglese): peccato non si possa selezionare il doppiaggio originale giapponese. La trasposizione dal design 2D a quello 3D ha giovato al prodotto: i modelli poligonali dei mostri sono vari e ben strutturati, la qualità delle animazioni usate durante le invocazioni vi lasceranno a bocca aperta (basta guardare Ifrit per capire di cosa stiamo parlando) e l’intero mondo 3D sarà una gioia per i vostri occhi.
Il comparto sonoro è un altro trionfo di questo remake. A partire dal celeberrimo “Theme of Love” i vari brani sono tutti particolarmente ispirati e adatti ad ogni situazione. La colonna sonora, neanche a dirlo, fu composta in origine da Nobuo Uematsu, il guru delle musiche di Final Fantasy, l’ennesima prova del geniale maestro.

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